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Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice
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CHIESA DI SAN FRANCESCO DI GUBBIO
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| Chiesa e convento di San Francesco di Gubbio |
CHIESA DI SAN FRANCESCO DI GUBBIO
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assare
dalla "Vittorina" alla chiesa di San Francesco di Gubbio,
significherà rendersi conto, nel passaggio dalla modesta
chiesetta al tempio monumentale, del rapido progresso che ha accompagnato
le vicende dei frati Minori in città.
"Colui che un tempo gli era amico", scrive il biografo,
accolse Francesco nel suo fondaco e lo rivestì. Questo
incontro avvenne dove ora è l’austero tempio. Il
fondaco rimase tale ancora per qualche anno, poi, dopo che i Minori
ebbero vissuto la loro esperienza ancora un po' itinerante alla
"Vittorina", sulle sue fondamenta, tra il 1230 e il
1240, si cominciò a erigere la splendida costruzione romanico-gotica
in pietra riquadrata bianca.
Il grandioso complesso conventuale di San Francesco – noto
anche con il nome di “cento celle” - fu eretto, quindi,
nella metà del sec. XIII, a ridosso del fondaco della famiglia
degli Spadalunga, che, come accennato, accolse il giovane Francesco
fuggito da Assisi, diseredato dal padre.
La semplice facciata della chiesa, ornata da un portale romanico,
è rimasta incompiuta nel secondo ordine. Un portale gemino
e un rosone (sec. XIV) si aprono nel fianco sinistro, ripartito
da lesene in riquadri, su cui aprono alte monofore, alcune delle
quali chiuse in corrispondenza degli altari realizzati in occasione
del rinnovamento dell'interno (1724).
L'esterno si completa con le tre absidi poligonali, appartenenti
all'edificio originario, sovrastate da un austero campanile ottagonale
(sec. XV).
Il maestoso interno è diviso in tre navate da alte colonne;
la copertura a volte e gli altari laterali sono stati realizzati
nel sec. XVIII. Nell'abside sinistra si ammirano le “Scene
della vita di Maria”, dipinte da Ottaviano Nelli, databili
1408 - 1413, che costituiscono, con il “Ciclo di Sant’Agostino”,
l'opera di maggior rilievo dell'artista eugubino. Nell'abside
centrale si sono conservati solo gli affreschi duecenteschi delle
volte con il “Cristo in trono” nella vela di centro,
attorniato dai “Santi Pietro, Paolo, Francesco e Antonio
da Padova” nelle vele laterali.
L'abside della navata destra, divisa in due da una volta quattrocentesca,
presenta due distinti cicli pittorici, attribuiti all'eugubino
Guido Palmeruccio: nella parte superiore, in due grandi riquadri:
“San Francesco che rinuncia alle vesti del padre”
e “Sogno di Innocenzo III”; nella parte inferiore:
il “Redentore" campeggia nella volta attorniato dagli
“Evangelisti”, mentre le pareti mostrano ritratti
di “Santi”.
A fianco dell'abside si apre l'accesso alla vasta sala trecentesca
della sagrestia, ricavata nell'antico fondaco degli Spadalonga,
che comunica con il trecentesco chiostro della Pace dove, a sinistra,
si ammira un elegante portale trilobato.
Nell'antica cantina è stata allestita una raccolta d’arte,
che presenta una serie di importanti opere di oreficeria dei sec.
XV-XVIII, di paramenti sacri, di dipinti e di reperti archeologici.
Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it
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Property of "Sacred Convent of Assisi". Management by: DreamNet Ltd
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